NEW ZEALAND 2017 – Whangarei

15 gennaio 2017 – domenica
Partenza per Whangarei, da dove ci sposteremo solo per andare in barca. Quindi niente più valigie con tutto quello che ci portiamo dietro tipo chiocciole col guscio fino a che non si dovrà rientrare a casa. E li sarà dura, perché le valigie al ritorno sembrano sempre più piccole.
Ma adesso godiamoci un po’ di relax. Qui fa più caldo che a Auckland, anche se di sera e notte rinfresca molto, e possiamo pensare alla vacanza spaparanzata, anche in costume da bagno!
La casa di Luigi e Irene è in una posizione bellissima, con una vista a 180°, e noi la stiamo abitando prima di loro perché da quando l’hanno acquistata sono sempre stati in barca e non ci hanno ancora dormito.
Per noi è un po’ come avere una casa nuova. C’è anche un bel giardino e ad Ago già brillano gli occhi all’idea di poter giocare con la terra, ramazzare foglie e innaffiare a canna libera.

16 gennaio 2017 – lunedì
Giornata di ambientamento e piccole spese. Conosciamo subito un paio di vicini che ci vengono a salutare e ci rendiamo conto che qui non è consentito girare in mutande!

17 gennaio 2017 – martedì
Gita fantastica sull’oceano. Ci sono spiagge magnifiche e Ago ha fatto il suo primo bagno. Io ho solo bagnato i piedi perché qui fare il bagno significa bucare le onde, belle toste, in uno spazio delimitato dai bagnini che ti sorvegliano a vista perché la corrente è molto forte e nessuno nuota o supera i primi 10-20 metri.
Mi dilungherò sulle descrizioni nei prossimi giorni.

18 gennaio 2017 – mercoledì
Giornata pienotta. Oggi Luigi e Irene sono venuti in bus dalla barca per fare rifornimento di cambusa e anche per vedere una nuova tenda che il loro velaio di fiducia ha installato sul terrazzo della casa. Un richiamo alla barca a vela non poteva mancare. La tenda è fortemente ancorata a tre pali d’acciaio e, se non si solleva tutta la casa, direi che fa il suo dovere.
Ho detto giornata pienotta perché in realtà non è che Luigi e Irene si muovano mai da soli.
Con loro c’erano di default due ospiti della barca che naturalmente li hanno seguiti, poi sono venuti da Auckland Gianpiero e Betsy, sono quelli del gin and tonic che mi ha messo KO, poi è passato Massimo, un milanese giramondo che in questo momento è qui in barca, poi è arrivato Ken, il vicino di casa che già ci fa visite quotidiane (con l’inglese non mi aiuta per niente perché non capisco veramente nulla di quello che dice) e nel pomeriggio, dopo che ho servito un risotto in piedi a tutta la combriccola, perché l’arredo è ancora minimalista, sono arrivati Luisa, una ragazza italiana che adora vivere qui e si barcamena dando lezioni di yoga e studiando non ho capito bene cosa per continuare ad avere il permesso di soggiorno, e Victor con Vittoria, una coppia di argentini che ormai vive stabilmente qui.
Per il momento direi che basta. Proprio adesso però, mentre sto scrivendo e sono passati un paio di giorni, ha bussato alla porta un altro vicino, Neal, che nei giorni scorsi era via e avendo visto tutto aperto si è preoccupato di venire a vedere chi c’era in casa.
La casa del Grande Fratello credo che garantisca più intimità.
La sera, come ho detto, abbiamo caricato in macchina tutta la spesa e siamo partiti per Opua, una settantina di chilometri a nord di Whangarei, dove sono ancorati in questi giorni. Cenetta in barca e rientro.
Confesso di essere stata stanca morta e ammiro moltissimo Irene, che è pure un pochino più vecchia di me, per l’energia che continua ad avere!

19 gennaio 2017 – giovedì
Avevamo programmato di giocare a golf ma, sia per la stanchezza accumulata ieri, siamo anche arrivati a casa a mezzanotte, sia perché oggi il meteo minaccia pioggia, che è puntualmente arrivata alle 11 di mattina, cambiamo pagina e decidiamo di fare un’escursione minuziosa della città di Whangarei visitando tutti quei posti che Luigi e Irene ci hanno elencato ieri. Quello che vende semi e semini vari, farine e altre naturalezze; quello che vende un formaggio di capra che te ne mangi un chilo senza accorgerti; quello dove comprare il compost dal momento che ci stiamo dilettando con un piccolo orto; il negozietto chic che ha le caffettiere, articolo altrimenti introvabile, ma che purtroppo non ha la misura da 3 e quella da 6 solo per me è un po’ esagerata, sicché continuerò a bere il Nescafè, e così via.
Mettiamo a frutto la giornata cittadina fissando anche un appuntamento al Central Family Health Centre dove Ago nel pomeriggio si fa pulire le orecchie perché da quando siamo arrivati, tra aerei e montagne su è giù, ci sente sempre meno. Perfetto, anche questo si incastra benissimo e facciamo conoscenza di segretarie e infermiere che conoscono benissimo Luigi e Irene e sono veramente “happy to meet us”. Luigi e Irene: gli italiani più popolari della Nuova Zelanda.
Dopo essere usciti al mattino con giacca a vento e cappuccio, ci spogliamo nel pomeriggio fino a restare in camicia per non morire di caldo.
Prima di cena, per completare la conoscenza della zona, facciamo una passeggiata a piedi da casa, che è sulla collina, fino al porto canale verso il centro.
E anche oggi non ho letto una riga di libro. Devo entrare in sintonia con il concetto di vacanza rilassante.

20 gennaio 2017 – venerdì
Sveglia alle 7:00, perché ormai siamo diventati lentissimi al mattino e abbiamo bisogno di almeno 1 ora e mezza per ingranare e fare tutto senza fretta. Dico almeno 1 ora e mezza perché lo standard sono 2 ore, e in effetti per le 9 siamo pronti a partire per il golf, quello dove dovevamo andare ieri.
E’ un campo in una bella posizione, sulla strada per andare a Ocean Beach, ma molto, molto spartano. Come del resto quasi tutti quelli che abbiamo visto qui. Ci hanno anche proposto un abbonamento stagionale che sarebbe venuto a costare molto poco ma a conti fatto non lo avremmo sfruttato e quindi facciamo solo un carnet da 10 green fee per la bellezza di 250 dollari, circa 170 euro: 17 euro a green fee. Non ci possiamo lamentare.
E’ una giornata molto ventosa, e non particolarmente calda, ma ci divertiamo comunque perché il campo è abbastanza impegnativo.

21 gennaio 2017 – sabato
E anche questo sabato il mercato non manca. Tutto il mondo è paese e i mercati del sabato sono una garanzia, li trovi ovunque. Questo di Whangarei è esclusivamente di “growers” e si vedono delle intere famigliole con cappello di paglia di ordinanza che stanno dietro il loro banchetto esponendo quello che il loro terreno produce. Alla cassa, si fa per dire, puoi trovare anche un bambino di non più di 10 anni.
Comperiamo di tutto e di più senza troppa programmazione, speriamo di riuscire a far fuori tutto prima che marcisca.
Depositiamo a casa la spesa e partiamo alla scoperta di quella che Irene ha definito la spiaggia più bella dei dintorni, a Whale Bay. Purtroppo la giornata non è granché ma la spiaggia è bella comunque e Ago si ripete con un bel bagno. Questa è una baia riparata e non c’è molta onda quindi credo che la prossima volta farò anch’io il battesimo dell’oceano.
Una particolarità da annotare: non esiste un neozelandese abbronzato. C’è una tale campagna contro il cancro della pelle che tutti, pur frequentando le spiagge, sono pallidissimi. Quasi nessuno sta in costume da bagno e se lo fanno sono talmente ricoperti di creme da non lasciar passare neanche un raggio di sole. Bisogna anche dire che non frequentano le spiagge con il nostro spirito, arrivano per fare picnic e se ne vanno, arrivano per fare il bagno e se ne vanno, fanno una passeggiata lungo la riva e se ne vanno.
Il meteo per questo fine settimana prevede tempo brutto, moltissimo vento e acquazzoni. Sarà la volta buona che mi stravacco a leggere!

22 gennaio 2017 – domenica
Il meteo ha rispettato le previsioni e anch’io: stravacco. Giusto una passeggiata nel tardo pomeriggio malgrado il ventone forte e le spruzzate d’acqua che durano non più di un minuto e che vengono bellamente ignorate dai locali che continuano le loro attività all’aperto come niente fosse. Bella esperienza ma come clima non è il paese dei miei sogni.

23 gennaio 2017 – lunedì
Dato il grande vento ci viene consigliato di andare a ovest, sul mar di Tasman, per vedere lo spettacolo delle ondone. Attraversare la Nuova Zelanda in questo punto, noi siamo a est, prevede un viaggio di non più di 70 chilometri. E allora si va.
Arriviamo a Dargaville, un paese tipo far west, e poi sul mare. Effettivamente è uno spettacolo e soprattutto lo si può godere arrivando sulla spiaggia con la macchina proprio davanti alle onde. In questo punto siamo a circa a metà di una lunghissima spiaggia, parliamo di circa un centinaio di chilometri, tutta percorribile in auto, 4×4 naturalmente, e ci sono addirittura dei pullman adattati per fare le corse sulla spiaggia e anche nell’acqua.
Oggi però il mare è troppo grosso, noi arriviamo giusto sulla spiaggia ma non ci arrischiamo e guardiamo con invidia quelli che partono e spariscono nella nebbia lungo il mare.
Già che siamo da questa parte ci facciamo un’altra cinquantina di chilometri verso nord e andiamo a vedere la foresta di kauri, alberi di origine millenaria…blabla..( vedere su Google). E anche questo è un bello spettacolo, la foresta ti affascina sempre e vediamo il kauri definito più antico della Nuova Zelanda, pare abbia 2000 anni (!!) ed è davvero imponente con i suoi 14 metri di circonferenza e un’altezza totale di più di 50 metri. Ho provato a fotografarlo ma non rende.
Giornata piena. Rientriamo a casa verso le 8 di sera quando tutti i kiwi stanno già digerendo e prendendo la tisana per la notte.

24 gennaio 2017 – martedì
Oggi golf. Decidiamo di andare a giocare in un campo a Waipu, un po’ a sud di Wangarei. Un vero link lungo il mare, praticamente di verde c’è solo il green, tutto il resto è terreno brullo e sabbioso. Io non lo trovo male anche se molto faticoso perché c’è molto dislivello e arriviamo alla fine abbastanza esausti. La prossima volta prendiamo il cart.
E’ comunque una bellissima giornata di sole e va segnata sul calendario!

25 gennaio 2017 – mercoledì
E infatti non poteva durare, oggi cielo grigio e felpina. Praticamente la parte di abbigliamento estivo che ho portato è ancora intonso perché non ci si può arrischiare ad indossare da subito qualcosa di leggero, bisogna sempre vestirsi a strati e quindi inutile pensare all’estivo, al massimo primaverile con speranza di giornata calda e soleggiata. Ma solo speranza, mai certezza.
Ne approfittiamo per andare a far visita a Ken, il vicino di casa, e ammirare il suo orto che ci illustra in tutti i dettagli. E’ un orto molto kiwi, lascio immaginare.
Poi giretti in città, bucati e cucina.
Quando la scorsa settimana sono venuti gli amici di Auckland, Gianpiero e Betsy, ci hanno portato un sacchettone del loro basilico, perché loro sì che hanno un orto meraviglioso, e, non sapendo cosa farne, è rimasto in frigo tutto questo tempo. Oggi gli ho dato un’occhiata, era ancora bello sano e allora non ho potuto far a meno di comprare un mixer e fare un bel pesto. Aglio, basilico, olio, pinoli, tutto ok, sul parmigiano ci sarebbe molto da ridire. Soprattutto sul fatto che si consenta di vendere nel mondo un prodotto simile consentendogli di chiamarlo parmigiano.

26 gennaio 2017 – giovedì
Golf al “nostro” club, quello dove abbiamo preso il carnet. Arriviamo verso le 11 e troviamo un bel cartello che diceva più o meno così: cari giocatori, il circolo è chiuso ma se volete giocare fate pure e mettete i soldi nella busta e nella cassetta apposita. Buon gioco.
Per noi cose da fantascienza. In più, non potendo farci dare i carrelli perché appunto non c’era nessuno del club, troviamo un giocatore che avendo finito ci presta il suo e ce ne trova anche un altro: quando avete finito metteteli lì, e ci indica dove. Sempre più fantascienza .
Bella giocata, giornata soleggiata, campo praticamente tutto nostro.

27 gennaio 2017 –venerdì
Gita a Tutukaka con passeggiata al faro. Per me quasi faro, perché per arrivarci bisogna salire e scendere troppe montagnette e scalinate. Mi fermo prima dell’ultima salita e mentre Ago continua mi rilasso sull’istmo, che tra qualche ora sarà ricoperto dalla marea, e poi risalgo piano piano la penultima collinetta e mi fermo ad aspettarlo su una bella panchina messa lì apposta per quelli che, come me, devono riprendere fiato.
Finita questa prima impresa della giornata torniamo a Whale Bay dove siamo stati domenica scorsa, oggi veramente stupenda grazie alla bellissima giornata. Però anche oggi mi freno e metto solo i piedi in acqua perché non è che faccia tutto sto caldo. Qui il vento non manca mai.
Piccolo particolare, girando per grandi magazzini abbiamo visto che vendono dei ventilatori !!!! Vorrei proprio vedere chi li compra, per me è come vendere il ghiaccio al Polo Nord.
Per finire la giornata in bellezza, rientrando andiamo alle cascate di Whangarei dove abbiamo letto sul giornalino locale che questa sera c’è una manifestazione con cerimonie e riti maori. Molto gradevole. Per partecipare si pagava un biglietto: 10 dollari per i locali e 25 per i turisti. Eravamo gli unici turisti e siamo stati trattati con tutti gli onori, con posto in prima fila di fianco all’autorità locale che, oltre a darci la mano presentandosi, in un momento della cerimonia dove ci si scambia un saluto lo ha fatto solo con noi strofinando fronte e naso con la nostra. E anche l’iniziazione maori è fatta.

28 gennaio 2017 – sabato
Giornata casalinga. Dopo il mercato e una aggiustatina alla spesa, da quando siamo qui abbiamo sempre mangiato in casa, ci dedichiamo al giardinaggio e alla lettura sul terrazzo ombreggiato. Ha iniziato a fare caldo, quindi vuol dire che se vuole può farcela a sembrare estate. Vacanza!
A proposito di giardinaggio, mi rendo conto che se si vuole avere un giardino in ordine è un impegno quotidiano non indifferente. Qui non c’è molto da curare ma solo tenere sotto controllo le erbacce e spazzare le foglie secche è un bel passatempo.

29 gennaio 2017 – domenica
Iniziamo la giornata con un giretto al porto canale, la zone più carina e vivace di questa città che altrimenti è solo un centro di servizi, dove oggi c’è una banda con un giovane e talentuoso cantante che si cimenta con motivi più che noti, tipo Cabaret, con uno swing niente male. Intorno a noi tutti i tavolini dei bar sono pieni di consumatori di ricchi brunch. Ma qui non è facile distinguere il tipo di pasto, tutti mangiano di tutto a tutte le ore.
Il nostro obiettivo di oggi è Tutukaka, verso metà pomeriggio, per seguire al Club del Pescatore il rientro dei partecipanti ad una gara di pesca.
Prima però ci fermiamo su una bella spiaggia dove, udite udite, anche io faccio il battesimo del bagno. Oddio, più che un bagno diciamo che mi sono fatta investire dalle onde. Basta fare qualche passo in acqua e stare fermi cercando di contrastare l’onda che frange, ed eccoti tutto bello bagnato. Ago invece ha esagerato e, superati i frangenti, si è fatto anche qualche bracciata. In realtà l’acqua non è fredda e, soprattutto, il sole è abbastanza caldo e costante da invogliarti a provare.
Oggi è domenica e la spiaggia, molto grande e profonda, è ben popolata ma, per dare un’idea e fare un paragone con le nostre spiagge, diciamo che il suolo è occupato per non più del 20-30% della sua superficie.
Ed eccoci a Tututaka in attesa dei rientri. All’inizio eravamo un po’ scettici perché non ci pareva che succedesse nulla. Birretta e due patatine nell’attesa ed ecco che iniziano ad arrivare un paio di quei motoscafoni con tutte le canne da pesca fissate a poppa. Il punto di arrivo è uno solo, ben delimitato perché provvisto di argano per issare le prede.
Entusiasmante, mai visti pesci così grossi. Sono tutti marlin e stiamo parlando di prede che vanno dai 60 ai 190 chili!
Dopo i primi due, che già ci parevano sicuramente i vincitori da tanto grossi erano i pesci, si sono susseguiti gli arrivi, tutti con la stessa procedura: attracco, aggancio della preda per la coda, misurazione e pesatura, verifica degli strumenti di pesca usati, descrizione del pescato su un cartello, foto ricordo del pescatore con preda e cartello descrittivo.
Il particolare più divertente è che il pesce più grosso è arrivato sul barchino più piccolo, praticamente era più grosso il pesce della barca e abbiamo sentito che ci sono volute 4 ore di lotta per issarlo a bordo. Un gran lavoro. In compenso però i premi ci sono sembrati di tutto rispetto. Non ci siamo fermati per la premiazione ma, vista l’esposizione, a parte tutti quelli che probabilmente sono premi di consolazione tipo attrezzature da pesca, c’era un bell’assegno di 10.000 dollari! Mica male. Qui il Club del Pescatore è una cosa seria.

30 gennaio 2017 – lunedì
Oggi in Nuova Zelanda è Festa Nazionale. E’ l’anniversario della fondazione di Auckland ed è diventata festa nazionale e corrisponde alla fine delle vacanze estive, anche se sappiamo che le scuole riprenderanno solo a metà febbraio.
E’ una bella giornata calda anche oggi e non mi par vero di girare tra casa e deck (qui il terrazzo in legno si chiama così, come il ponte di una barca) in costume da bagno.
Domattina arriveranno in bus Luigi e Irene e riaccompagnandoli ci fermeremo in barca forse qualche giorno. In realtà il programma è di approfittare dell’accoglienza in barca per andare a giocare a golf lì vicino, poi vedremo come butta e magari ci fermiamo qualche giorno prima del previsto, che sarebbe dal prossimo 6 febbraio.
Insomma, da domani il programma è fluido. Caro diario, magari ti abbandono per un po’.

Dal 31 gennaio al 4 febbraio 2017 – sabato
Eccomi qua. Come pensavo la scrittura del diario è passata in secondo piano.
Il martedì 31 gennaio siamo partiti per Paihia e, dopo 17 anni, ho riprovato l’emozione di dormire in barca. Com’è piccola!! E sì che la barca di Luigi è una signora barca di 16 metri, non proprio una barchetta, ma il tempo passa, il corpo e la mente invecchiano e le abitudini si assestano sempre più sul comodo. Ma sono certa che riscoprirò i lati positivi di questa vita veleggiante. Saranno fondamentali le condizioni del tempo che, per fortuna, in questi giorni si sta comportando proprio bene.
Questa prima tappa barchereccia è servita più che altro da appoggio per andare a giocare a golf a Waitangi, cittadina dove lunedì prossimo ci sarà festa grande per l’anniversario del trattato di Waitangi, appunto, firmato nel 1840 tra inglesi e maori. Oggi è una festa nazionale e viene celebrata alla grande. Vorremmo assistere ai festeggiamenti ma pare che ci sia una tale partecipazione da scoraggiare anche solo l’avvicinamento. Vedremo.
Il percorso sul campo da golf comunque è stato molto bello e scenografico.
Giovedì sera siamo rientrati a Whangarei, giusto in tempo per ritrovarci venerdì pomeriggio con la casa allagata! Dei lavori comunali alla rete dell’acqua hanno fatto sì che la chiusura e la riapertura delle tubature provocasse una emissione così potente da far saltare un rubinetto sotto il lavello della cucina. Eravamo fuori casa a pranzo, poi qualche commissione e poi…meno male che siamo rientrati! L’acqua usciva a fiotti e, a parte l’allagamento della cucina, è finita tutta assorbita dalla moquette (qui purtroppo si usa ancora così) ed è stato un piccolo disastro perché si è infiltrata anche nel pavimento ed ha iniziato a colare nel locale disimpegno sotto la casa. Dopo il primo pronto soccorso, per non galleggiare, ci è venuto in mente che un amico locale possiede una di quelle macchine per lavare la moquette e così ce la siamo fatta prestare per aspirare l’acqua. Senza questo aiuto sarebbe stato impossibile. Ne abbiamo aspirata a secchiate e ad ora, è sabato sera, stiamo ancora ventilando (qui non c’è problema) e tentando di dare una mano con una stufetta che spostiamo qua e là. Per fortuna tutto si è fermato nella zona giorno. Anche questa avventura è passata. Moquette bella pulita.
Nei giorni trascorsi in barca è stato fatto un programma per il nostro futuro sul suolo neozelandese, ovvero da qui al rientro in Italia. Praticamente la prossima settimana la passeremo in barca nella zona di Bay of Islands, poi sbarcheremo per ritornare nella nostra comoda casetta ancora qualche giorno e dal 18 febbraio si ritorna in barca fino alla fine della vacanza. Luigi ci accompagna fino ad Auckland veleggiando sulla costa est e passando per Great Barrier. Passeremo dalla barca all’aereo e arriveremo a Milano ancora un po’ salati!
Oggi abbiamo giocato per la terza volta al Pines Golf Club. Anche se è sabato si sta sempre bene. Mi sa che per loro fa troppo caldo per giocare e noi, vecchi carrellanti mediterranei, ne approfittiamo.

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2 Responses to NEW ZEALAND 2017 – Whangarei

  1. Mia

    Via col Vento in poppa ! Vi abbracciamo carissimi Aghi!
    Mia e lo Svedese

  2. Amelia

    cara Laurina, i tuoi racconti sono appassionanti. Dovresti farne un libro: “Diario di due intrepidi, giovani dentro e maturi fuori, infaticabili e felici viaggiatori”.
    Un abbraccione

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