Viaggio in Sicilia

1 marzo 2015 – domenica  – da Milano a Catania

Da quanto tempo non viaggiavo Alitalia! Da quando ho smesso di lavorare ho dimenticato i voli nazionali con partenza da Linate e oggi ho rivissuto l’esperienza con grande serenità,  niente stress con trolley al traino e pc al collo ma un bel saccone rosso contenente le mazze da golf: un’altra vita.

Adesso ci stiamo godendo un aperitivo in attesa della cena. Siamo a Catania in un albergo sul mare e non abbiamo voglia di uscire per mangiare in centro. Possiamo rimandare. Al bancone del bar c’è una turista inglese che conversa con grande naturalezza, in inglese naturalmente, con il barman e questa scenetta mi fa venire in mente il libro della mia amica Dada. Chissà quante cose ha da raccontare questo barman. Alla inglese ha proposto un bicchiere di Manduria e lei  sembra gradire, a giudicare dalla risata che si alterna alle chiacchiere.

Anche a tavola l’inglese continua a gradire, come noi del resto. Dei tagliolini con cima di rapa,  gamberetti e un retrogusto limonoso davvero squisiti. Questa sera esageriamo e ordiniamo un primo e un secondo a testa, oltre ai tagliolini proviamo delle orecchiette con ricotta di capra, uvette, pinoli e qualche cimetta di cavolfiore, non male ma surclassate dai tagliolini. I secondi: spada con granella di mandorle e cernia cruda con insalata di arance. Scrivo tutto per ricordare gli abbinamenti e riprovare nella cucina di casa.

Passeggiata digestiva e poi a nanna.

2 marzo 2015 – lunedì – Taormina passando dall’Etna

Siamo all’ingrasso e anche questa mattina la colazione ci aiuta. La giornata è magnifica e la sala della colazione è proprio sul mare. Cosa ci possiamo fare? Facciamo buon viso a questa sorte.

Fatichiamo non poco a trovare la strada giusta, perché ce ne sono un tot e non tutte transitabili, ma alla fine imbocchiamo quella spazzata dalla neve e riusciamo a salire sull’Etna. Si viaggia tra due muri di neve che neanche a Livigno ho visto così spessi. Peccato che non ci sia anche una piccola eruzione, sarebbe davvero spettacolare. Saliamo da Nicolosi e riscendiamo a Zafferana passando dal famoso rifugio Sapienza. Molto contenti.

Qualche piccolo appunto su questa prima giornata di viaggio siciliano: i paesi sono molto squallidi; le strade sono in uno stato pietoso con un fondo stradale così rovinato che capisco come mai, malgrado la  copertura totale scelta per il noleggio dell’auto, ci abbiano avvisato che le ruote non sono comprese; le strade, belle e panoramiche,  sono bordate da rifiuti vari.

Il cibo però  continua a non deluderci. Questa sera abbiamo mangiato divinamente a Taormina. Da tempo non gustavo così un ristorante.

Mentre nel pomeriggio abbiamo incontrato un grande passeggio per le viuzze del centro,  il rientro in albergo dopo cena è da coprifuoco.  Siamo ancora fuori stagione, anche se per fortuna vediamo tanti stranieri.

3 marzo 2015 – martedì – Teatro greco di Taormina e trasferimento al Picciolo

Anche questa mattina ci godiamo una colazione con vista panoramica spettacolare. Già dalla nostra camera l’Etna si impone sullo sfondo e Ago inizia verso le 6 del mattino a fare foto, poi, dal terrazzo al 6° piano dove andiamo per la colazione, è ancora meglio.

Taormina e l'Etna innevato

Taormina e l’Etna innevato

Commentiamo tra una brioche e l’altra la nostra ignoranza perché nessuno dei due si aspettava che Taormina fosse così bella e abbarbicata sulla montagna. Chissà perché ce la siamo sempre immaginata una spianata sul mare. E poi ci lamentiamo dei giovani che non conoscono la geografia! Giriamo il mondo senza sapere cosa abbiamo sotto al naso. Bene, Taormina ci piace proprio e siamo anche stati fortunati con la scelta dell’albergo che è stato raggiungibile con l’auto pur essendo in centro e siamo pure riusciti a beccarci uno dei 3 posti macchina a disposizione gratuitamente! Ecco come mai nella mia ricerca su Booking ho fatto tanta fatica a trovare un hotel con parcheggio, praticamente le auto non entrano.

Profittiamo del nostro posto auto per lasciarcela anche questa mattina, gli albergatori sono gentilissimi, e visitiamo il teatro greco. La posizione è stupenda ma la visita è un’occasione in più per verificare lo stato del nostro patrimonio: gli allestimenti che servono agli spettacoli estivi sono li dall’estate scorsa, le erbacce la fanno da padrone e, soprattutto, i bagni sono in uno stato pietoso: non possiamo trattenerci e ci lamentiamo prima con il personale presente, che allarga le braccia dicendo che la regione non da i soldi, e poi ci fiondiamo all’ufficio del turismo dove già ci conoscono da ieri e dove sembrano effettivamente partecipi del nostro malcontento e ci invitano a compilare dei moduli dove possiamo esternare il nostro pensiero: speriamo che serva a qualcosa. Certo che se invece di pagare quella decina di persone che abbiamo visto nei loro locali (assolutamente in soprannumero) ne pagassero una per la pulizia dei cessi già il problema sarebbe risolto. Ma ringraziamo i sindacati e quei politici che amano volare basso! Io farei stare sereno qualcuno.

Proseguiamo nel nostro viaggio e passiamo da Giardini Naxos, un nome che evoca grandi meraviglie e che invece si rivela in tutto il suo squallore anche nella parte archeologica. E si fa pure una gran fatica ad arrivarci grazie alle indicazioni che compaiono a casaccio. Però la giornata è bellissima e calda.

Sulla strada per il Picciolo Golf Club, dove alloggeremo per due giorni e dove domani giocheremo, ci fermiamo a visitare le gole dell’Alcantara. Una passeggiatina di 15 minuti (che costa ben 10 euro per quelli onesti ma che si potrebbe fare gratis perchè scopriamo che dalla strada si entra tranquillamente senza passare dal via) dove in un paio di scorci si vede questo fiume incanalato in  gole strettissime che creano un vortice di acqua molto potente.  Niente di eccezionale.

Arriviamo al Picciolo, dove siamo i primi e unici ospiti della stagione nella foresteria del golf. C’è ancora un bel sole ma dall’Etna arriva un’aria gelida  che ci spaventa un po’. Ci alleniamo una mezz’oretta sul putting green e poi andiamo alla ricerca di un posto per cenare. Ci sentiamo un pochino isolati. La struttura è molto grande e l’unico nostro compagno per la notte sarà Norman, il maestro di golf.

Per la cena andiamo  a Linguaglossa in un posto che ci ha consigliato l’impiegato della reception: SOLE E NEVE. Ci mangiamo due pizze enormi, infatti non ce la facciamo a finirle. Non erano male ma l’ambiente  ci  condizionerà il giudizio. Daltronde tutto qui intorno è terribilmente squallido e abbandonato. Solo la struttura del golf è piacevole, per fortuna. Sono paesi che si stanno spopolando, come ci confermera’ il caddy master.

4 marzo 2015 – mercoledì – golf al Picciolo

Golf Il Picciolo

Golf Il Picciolo

Facciamo colazione soli soli con un gestore che ci dà proprio l’impressione di essere venuto apposta per noi ad aprire la sala. Comunque molto gentile, come tutti da queste parti. Ci prepara anche i panini per la merenda,  che consegna alla segretaria del golf in modo che possa darceli quando vorremo fermarci.

Saremo soli anche sul campo, uno spettacolo. Campo che ci è piaciuto molto e che ci godiamo in una giornata fortunatamente ancora soleggiata. Finiamo il giro, con discreti risultati, verso le 14.30 e ci fermiamo a mangiarci i panini accompagnati da una bella birra offerta dal club. Poi, non soddisfatti, ci faremo ancora 3 buche: 7,8 e 9. Voilà.

Doccia, riposino e poi via verso un nuovo ristorante, a Randazzo, dalla parte opposta rispetto a ieri sera e per fortuna anche il      locale è opposto a quello di ieri. I paesi sono sempre deserti e anche i locali non sono proprio affollati ma almeno questa sera mangiamo discretamente in un ambiente piacevole.

 

 

5 marzo 2015 – giovedì – Piazza Armerina

Una bella fortuna aver giocato ieri, oggi il tempo è cambiato completamente e purtroppo pare che sarà così per un po’ di giorni. Ci avviamo verso Piazza Armerina passando da Bronte dove, naturalmente,  compriamo i pistacchi e scopriamo come sono fatte le piante di questo frutto. Ce ne sono tantissime ma in questo periodo sono assolutamente spoglie e così non capiamo bene come possono essere.

Lungo la strada verso l’autostrada che ci porterà a Piazza Armerina continuiamo a vedere ammassi di rifiuti che con il vento vengono sparpagliati ovunque. Da non credere,  altro che India.

Arriviamo a destinazione con un cielo sempre più cupo e visitiamo l’antica villa  con i meravigliosi mosaici in un clima assolutamente polare e con una tormenta di pioggia e vento. Dovrò tornare. Io proprio non capisco quelli che dicono di preferire il freddo perché dal freddo ci si può difendere: palle! Io qui ci voglio tornare anche con 40 gradi, sono sicura che me lo godo di più.

Anche il paese a questo punto si presenta inospitale e giriamo un po’ in auto su e giù per le strette stradine ma alla fine decidiamo di tornare in albergo a farci un bel tè caldo. Non  che l’albergo sia un granché,  d’altro canto non ho visto niente di meglio in giro.

Più che un albergo è una specie di B&B/Agriturismo che dalla foto su Booking sembrava molto gradevole ma che, vissuto, delude per la sua aria vecchiotta malgrado la tinteggiatura fresca e alcune diavolerie tecnologiche tipo telecamere piazzate ovunque. L’unica nota positive, che mi condizionera’ nei giudizi su Booking, è la presenza (unica peraltro perché non vedremo nessun altro tranne un fugace passaggio di una vecchia signora su sedia a rotelle, inquietante stile Psyco) di un ragazzo afgano di 28 anni, in Italia da 4, che si occupa di tutto, dal ricevimento alla preparazione del tè con biscotti, dal servizio della cena al conto finale! Ci ha raccontato solo un paio di cose che però ci hanno toccato e ci fanno riflettere sul mondo che ci circonda con conseguente riconferma di quanto siamo fortunati. Chissà quanti ragazzi italiani disoccupati non si sognerebbero neanche lontanamente di fare quello che fa lui in questo posto con grande professionalità.

6 marzo 2015 – venerdì – Agrigento e Valle dei templi

Gli arancini di Caltagirone

Gli arancini di Caltagirone

Oggi, malgrado le previsioni, c’è un bel sole ma un gelo da polo nord. Ne approfittiamo comunque per visitare la cattedrale di Piazza Armerina e facciamo un giro veloce in paese. Purtroppo tutto quello che vediamo, se non datato di almeno un secolo, è di uno squallore devastante. La nostra Brianza in confronto sembra tutta progettata da maestri dell’architettura e dell’urbanistica.

Passiamo da Caltagirone, dove ammiriamo la quantità di ceramiche e la famosa scala e dove ci facciamo un paio di arancini per pranzo.

 

 

 

 

L’arrivo ad Agrigento ci regala una magnifica vista sulla valle dei Templi con lo spettacolo dei mandorli in fiore. Davvero suggestivo. Anche tutta la strada da Caltagirone ad Agrigento è bellissima, come tutta la Sicilia che meriterebbe davvero di più,  soprattutto non si merita di essere così rovinata da delle evidenti mal gestioni.

Valle dei Templi

Valle dei Templi

I mandorli in fiore della Valle dei Templi

I mandorli in fiore della Valle dei Templi

 

 

 

 

 

 

 

 

Anche l’albergo dove alloggiamo questa sera, per la modica cifra di 69 euro  (con colazione, parcheggio e wifi) è di tutto rispetto e soprattutto gestito con estrema gentilezza e professionalità.

Visitiamo la valle dei templi, molto ben conservata, finalmente qualcosa che funziona, e davvero spettacolare. Ceniamo in albergo dove sperimentiamo ancora una volta la squisita ospitalità dei siciliani. Facciamo i confronti con i nostri ultimi viaggi nel mondo e ci rendiamo conto delle enormi differenze e delle potenzialità della nostra cara Italia.

7 marzo 2015 – sabato – sulle tracce di Montalbano

Il lungomare di Montalbano

Il lungomare di Montalbano

 

Una occhiata ad Agrigento e poi via alla ricerca dei luoghi ormai famosi in tutto il mondo grazie a Camilleri.

Costeggiamo il mare e purtroppo la costa è devastata dalla squallida edilizia che già abbiamo visto ovunque.  Probabilmente in inverno si nota di più perché c’è anche la sensazione di abbandono. Certo che Camilleri con il suo commissario Montalbano ha reso un gran servizio a questi luoghi. Ci sono cartelli stradali con la scritta “Punta secca – casa del commissario Montalbano”. Da non credere.

A Scicli c’è tutto un percorso lungo i luoghi di Montalbano e ragazzi, volontari di una apposita associazione, guidano alle visite dei luoghi utilizzati nelle riprese: l’ingresso del commissariato,  la stanza del questore, ecc. Esistono poi pubblicazioni, bar, ristoranti e negozi vari tutti con richiami alla serie televisiva. Un vero fenomeno.

 

Sulla strada non possiamo fare a meno di passare da Donna Fugata. Niente male il resort e i campi da golf. Purtroppo ormai un giro di campo non rientra nei nostri tempi programmati. Peccato perché, non sappiamo se per effetto del tempo e dei pochi ospiti o perché fa parte della solita ospitalità,  alla reception del golf ci offrono “di venirci incontro” pur di farci provare i loro campi: dovete provare e poi deciderete se venire nostri ospiti in futuro! Un vero peccato non avere il tempo per farlo.

Modica

Modica

Arriviamo a Modica e alloggiamo nell’albergo prenotato con Booking: molto moderno con vista sui binari della stazione di Modica e protetto da un costone di roccia pieno di fichi d’india.  Mi piace molto.

Modica  ci stupisce non solo per il suo barocco ma anche per la quantità di giovanissimi (tra i 10 e 20 anni) che popolano le strade del sabato sera. E fa un freddo di quelli che inviterebbero a starsene in casa.

 

 

 

 

 

8 marzo 2015 – domenica – Modica e Ragusa

La cattedrale di Ragusa Ibla

La cattedrale di Ragusa Ibla

Andiamo subito a Ragusa Ibla, anche qui tanto bel barocco. Facciamo giusto in tempo a girellare un po’ prima che il tempo volga al bruttissimo. Freddo e pioggia. Certo che tutto fa un effetto diverso quando c’è il sole. Meteopatici o no la pioggia condiziona non poco.

Torniamo in albergo con la speranza che cambi in fretta ma alla fine decidiamo di uscire lo stesso, anche perché se no non si mangia!!

Non c’è una grande scelta per mangiare a Modica, molti posti sono chiusi fino alla fine di marzo. Ieri sera siamo andati  in una trattoria molto modesta e anche un po’ turistica. Questa sera invece finiamo in un posto molto locale e familiare dove mangiamo a fianco di una tavolata di carabinieri in borghese. Li riconosciamo solo perché si sono parcheggiati davanti al ristorante in seconda fila, con un bel camioncino dell’arma, e perché la proprietaria, una tipo l’Adelina di Montalbano, li ha accolti con calore e con familiarità apostrofandoli con un “comandante” di qua e di là. Mangiamo piuttosto bene una cucina molto familiare, zuppa di lenticchie, ricotta fritta, calamari alla griglia, verdura selvatica ripassata in padella.

 

Poi facciamo due passi giusto per smaltire ma fa un freddo cane. Mi ripeto, lo so, ma questo clima è una costante condizionante anche nei racconti.

9 marzo 2015 – lunedì – trasferimento a Siracusa

Una strada di Noto

Una strada di Noto

Dopo aver visitato Noto, davvero bella,  partiamo per Siracusa e, come ci è capitato già parecchie volte in questi giorni, ci perdiamo per strade sconosciute perché le indicazioni stradali sono piazzate con sfrenata fantasia e sembra di essere su scherzi a parte. Ci va anche bene perché la campagna è bellissima e se proprio vogliamo essere sicuri attiviamo il navigatore del cellulare. Oggi però ne combiniamo una bella: già che ci siamo, prima di salire verso nord per Siracusa,  decidiamo di scendere a Pachino, Portopalo, Capo Passero e dopo un po’ di giri su e giù seguendo queste frecce scherzose ne seguiamo una che dice proprio Portopalo e Capo Passero. Intanto il cielo si fa sempre più nero e minaccioso e la strada sempre più dissestata fino a diventare sterrata e quasi impraticabile. Decidiamo di fare inversione anche se lo spazio non è molto e Ago intravede qualche buca. Ci incastriamo in piena retromarcia in una fossa profonda con il muso della macchina che appoggia su un ultimo pezzo di asfalto e le ruote anteriori che girano a vuoto scavandosi sempre di più una fossa. Cielo ancora più  cupo, vento, goccioloni di pioggia e, soprattutto, deserto nel raggio di chilometri con il telefono che non prende. Manteniamo la calma! Io mi avvio all’indietro sulla strada con il mio ombrellino da borsetta, che si ribalta dopo due minuti, alla ricerca di qualche casa o quantomeno alla ricerca di un segnale per il telefono mentre Ago resta all’auto girandole intorno alla ricerca di una soluzione che sembra abbastanza improbabile dato le nostre scarse forze fisiche. Cammino un po’  ma gli unici esseri che avvisto, per fortuna in lontananza, sono dei cani randagi che iniziano ad abbaiarmi. Decido che non ha senso proseguire e intanto mi viene in mente che anche quando il telefono non prende si possono fare le chiamate di emergenza, così provo l’emozione di chiamare il 112. Gentilissimi mi chiedono subito se sono in pericolo, spiego che no e racconto la mia situazione rendendomi conto che però non so assolutamente dire dove sono, anche il gps del cellulare si rifiuta di dare segnali, nel frattempo mi hanno passato i carabinieri di Noto che mi propongono di darmi il numero del carroattrezzi, sì ma come lo chiamo ?  e dove gli dico di venire? Mentre sono al telefono con tutti questi pensieri vedo arrivare un bel gippone e a questo punto decido di ringraziare i carabinieri dicendo che forse ho trovato un aiuto e caso mai li richiamo, il guidatore – gentile anche lui – si offre di riportarmi all’auto ed eventualmente di darci una mano ma …. mentre sto salendo vedo tipo miraggio la nostra auto che risale la strada con Ago che strombazza per farsi notare! Siamo nella patria di Archimede e il mio genietto ce l’ha fatta. È tutto infangato e un po’  provato ma felice per la soluzione trovata. Sui sedili posteriori ci sono tutti nostri bagagli, un po’ infangati anche loro perché sono stati scaricati per raggiungere il crick che è servito a sollevare la parte anteriore dell’auto,  azione che, unita a qualche sasso piazzato nei punti giusti, ha consentito la liberazione! Grande Ago pitagorico!

Scaricata un bel po’ di adrenalina, ma se no che gusto c’è.

Prendiamo la strada giusta e andiamo comunque verso la nostra meta sfidando strade allagate tipo torrenti in piena, ma adesso siamo in folta compagnia e ci accodiamo sereni alle altre auto.

Capo Passero

Capo Passero

Ci fermiamo sulla punta estrema più a sud dell’Italia a goderci  il panorama e a rilassarci.

Abbiamo preso l’abitudine di non mangiare a mezzogiorno,  a meno che non ci sia qualche posto particolare con arancini o altre ghiottonerie, e così oggi davanti al mare ci facciamo due crackers e una arancia. Le arance sono veramente squisite.

Ripartiamo per Siracusa. Il tempo continua ad essere inclemente e l’arrivo all’albergo è tormentato da un vento fortissimo. Soprattutto quando pensiamo di uscire dopo aver scaricato i bagagli ci rendiamo conto che è praticamente impossibile: siamo sul mare e dal mare arrivano raffiche di vento e acqua che ci inzuppano nel giro di un secondo e distruggono definitivamente il mio ombrellino. Ok. Riposiamoci un attimo. Appena vediamo che si calma ci riproviamo. Le strade sono deserte e Siracusa, Ortigia per la precisione, si presenta molto suggestiva ma decisamente devastata dall’abbandono.  Viuzze e abitazioni avrebbero bisogno di un grande restauro, molte case sono chiuse e abbandonate e anche molti negozi hanno cessato l’attività.  Magari perché siamo ancora fuori stagione? Lo spero ma non ci credo. Che peccato. A cena faccio delle considerazioni su tutto il baccano fatto a proposito della ricostruzione dell’Aquila,  che secondo me è praticamente impossibile, mentre nessuno parla di questi nostri patrimoni che vengono lasciati a distruggersi da soli senza bisogno di terremoti e altre calamità naturali. La popolazione si trasferisce comunque a vivere in squallidi casermoni periferici senza nessuno scandalo da parte dei media e senza nessuna polemica. In Italia basta poter dire “c’è il terremoto, governo ladro”. Che tristezza.

Prendiamo un aperitivo in un caffè letterario gestito da un ragazzo di Taranto che si è trasferito qui per amore e poi ceniamo in una tipica trattoria, pienissima di turisti stranieri. Meno male che vengono comunque ma mi chiedo che ricordo riportano al loro paese.

10 marzo 2015 – martedì – Siracusa

Ortigia

Ortigia

Anche questa mattina il vento non scherza. Girelliamo prima al mercato, sempre una grande attrazione per noi, e poi per le strade di Ortigia con visita al duomo e alla più nota pasticceria della città.   Davanti al comune assistiamo ad una manifestazione di protesta contro gli amministratori locali che pare si siano regalati dei gettoni d’oro di presenza, assolutamente immeritati. Be’ , dov’è la novità?

Poi ci avviamo verso il golf club Monasteri per vedere se domani possiamo giocare. Ambiente bello in mezzo agli aranceti ma ancora tutto chiuso e deserto. Comunque ci dicono che domani possiamo giocare. Tutto molto naif,  niente a che vedere con Donna Fugata.

Nel pomeriggio visita alla zona archeologica.  Anche qui un po’ di incuria però quello che si vede è molto bello. Grande novità per noi, impariamo ad usare il cellulare per leggere le informazioni turistiche in formato digitale (QR- CODE). Ci sentiamo “oltre”.

Basta carta!! QR-CODE

Basta carta!! QR-CODE

Questa sera aperitivo nel posto consigliatoci da Alfredo e poi cena in un tipico ristorante vicino al mercato del pesce, il Porticciolo, molto buono con pesce freschissimo di prima qualità. Ci facciamo, oltre ad un antipasto ed un primo compartiti, uno scorfano all’acqua pazza davvero notevole. Purtroppo io tra aperitivo e cena bevo un po’ troppo e lo scontero’.

11 marzo 2015 – mercoledì – golf ai Monasteri

Anche se non sono in perfetta forma non rinuncio al golf. Purtroppo il campo è proprio in cattive condizioni e si può giocare solo sulle seconde nove buche. Si gioca tra aranceti sconfinati con un sacco di arance sprecate a terra, peccato perché sono buonissime. Anche qui siamo solissimi e anche questo è un vero peccato, non certo per noi che ne siamo felici ma ci stupisce che un campo in Sicilia sia così poco sfruttato nel mese di marzo. Il resort è ancora chiuso e aprirà solo verso fine mese, il poco personale presente però non smentisce l’impressione di estrema cortesia, ci preparano un’insalata a fine percorso e ci offrono caffè e noleggio dei carrelli.

Lavaggio dei ferri e preparazione della sacca in vista del rientro dopodomani. Alla fine abbiamo giocato solo due volte ma effettivamente non avremmo avuto il tempo per fare di più se non a scapito delle visite alle città,  e onestamente non era il caso.

Rientriamo in albergo e questa sera ci rimaniamo anche, senza cena. Io sono stanchissima, forse non solo per la quantità di vino di ieri, e così mi faccio una bella dormita e anche un po’ di dieta.

12 marzo 2015 – giovedì – Catania

Dopo colazione partiamo subito per Catania, senza provare strade mal segnalate ma belli sparati sull’autostrada.  O meglio, su quella che doveva essere un’autostrada perché, pur avendo una segnaletica del tipo autostradale, non ci sono caselli e quindi non si paga nulla. In realtà anche in altri tratti percorsi nei giorni scorsi non abbiamo mai pagato, forse la Regione Sicilia ha eliminato i pedaggi, però ha eliminato anche la manutenzione.

Il B&B Acquadellarte a Catania

Il B&B Acquadellarte a Catania

Andiamo subito al nostro alloggio che ci sorprenderà negativamente per il degrado. Neanche le “case particular” di Cuba ci sono sembrate così squallide. Uno di quei posti dove quando arrivi speri di aver sbagliato indirizzo. E su Booking ha un punteggio di 9! Glielo abbasso subito. La signora rumena che ci accoglie è gentilissima ma non basta la gentilezza per giustificare un voto così alto. Doveva essere un bellissimo appartamento con ampie stanze e soffitti decorati ma adesso è mal adattato per l’utilizzo a B&B  e anche tutto il palazzo in condizioni disastrose, con una officina che riempie il cortile di auto e delle scale che sono ridotte ad avere i gradini smangiati a metà,  avrebbe bisogno di un corposo restauro. Per lo stesso prezzo la prima sera a Catania abbiamo dormito in un lussuoso albergo. La scelta su questo è determinata solo dal fatto che è più centrale e più vicino all’aeroporto.  Comunque è fatta. Scarichiamo i bagagli e scappiamo subito a visitare la città.  Bella anche questa e , come tutte le altre, forse peggio, terribilmente degradata.

Per finire in bellezza ci facciamo un paio di arancini squisiti e un bel cannolo. Anche oggi fa freddo e passeggiare diventa poco piacevole. Approfittiamo del trenino turistico per essere certi di vedere tutti i luoghi strategici della città.

Per la sera optiamo per un bel locale molto frequentato e accogliente dove prendiamo un ricco aperitivo con aggiunta di un tortino di alici e uno di cicoria piccante. Soddisfatti e infreddoliti rientriamo per la nostra ultima notte siciliana.

13 marzo 2015 – venerdì – rientro a Milano

Si torna a casa. Rileggendo questo diario mi sono resa conto che la parola più usata è “degrado” , così ho cercato sul dizionario dei sinonimi per vedere se potevo in qualche caso sostituirla: le alternative sono deterioramento, abbandono, incuria. Va tutto bene, purtroppo.

Però al secondo posto ci sono cortesia, gentilezza, ospitalità e  buona cucina. Per fortuna.

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6 Responses to Viaggio in Sicilia

  1. Luigi

    Come sempre piacevolissima la lettura del vostro diario. Unico rammarico è che sarà inutile vederci di persona perché avete già raccontato tutto…E vero quello che dicono sulla fredda comunicazione tecnologica che sostituisce un caldo piacevole incontro con gli Amici! :-)

  2. Laura

    Ai caldi e piacevoli incontri non si rinuncia mai, tengo sempre qualche chicca da raccontare!

  3. Isabella Barracchia

    Grazie Laura, ho rivisto un po’ di Sicilia in vostra compagnia! Ma quanto avete mangiato? Capisco che sia difficile trattenersi di fronte a tante golosità !
    Un plauso ad Agostino pitagorico: non si smentisce mai oppure potrei citare ” quando c’è l’intelligenza!” ma non so se vi ricordate a che proposito era venuta fuori!
    Un abbraccione ai due viaggiatori e a presto!

  4. Laura

    Ricordo benissimo la citazione ed è diventata parte del nostro lessico. Dobbiamo mettere Ago alla prova con un pupazzo di neve….

  5. Mia

    Finalmente Laura mi sono letta il tuo resoconto sulla Sicilia ! bello scritto bene, descrizioni “lagom” come dicono in Svezia (preparati) ossia giuste !
    Grazie ancora per la bella compagnia in Toscana.
    a presto spero
    Mia e lo Svedese

  6. Laura

    Sono pronta per descrizioni “lagom” anche sulla Svezia!!!

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