Agra

Spero innanzitutto che non ci siano troppi svarioni nel testo perché mi sono resa conto che questo tablet scrive automaticamente quello che vuole lui e mi è difficile verificare.

18 novembre – da Jaipur ad Agra

 Abbandoniamo il Rajasthan e andiamo verso est.

Devo dire che per il momento il paesaggio indiano è molto banale e monotono. Se non fosse per i palazzi e, soprattutto, per l’ambiente e i personaggi, sarebbe una delusione. Insomma l’India di Sandokan non l’ho ancora vista.

La strada è un po lunga e, appunto, monotona, sicché ci scappa anche un pisolino.

Prima di Agra ci fermiamo a visitare un paio di siti: una cisterna di acqua con uno spettacolare sistema di gradoni sfalsati per la discesa e Fatehpur Sikri, antica città fortificata. Quest’ultima è una meta molto turistica e naturalmente si viene assaliti da venditori e guide improvvisate che rendono la vita un po difficile.. Scansiamo tutti, prima con grandi sorrisi e poi con sguardi rabbiosi se diventano troppo insistenti, ma cediamo davanti a Raul, 10 anni di simpatia che ci apostrofa in spagnolo cavandosela benissimo e noi gli diamo corda nella stessa lingua, naturalmente Daniela molto più di me, per poi passare all’italiano quando si accorge che tra noi parliamo italiano e chiedendo a Daniela a un certo punto se parlava anche l’inglese per potersi spiegare meglio! Ci aiutava a salire i gradini (cuidado) e mentre ci guidava a visitare la moschea ci informava che li erano andati anche Sarkozy e Carla Bruni per essere benedetti quando lei era incinta! A sì, dico io, e anche a loro volevate vendere gli elefantini di plastica e le cartoline? Nooo, loro avevano intorno un sacco di poliziotti perché lui è il principe di Francia! Ah be’, capisco. Ma lo sai che io sono la sorella di Carla Bruni? Sguardo sfuggente e diplomatico di Raul, nessun commento.

Riprendiamo la via per Agra dove arriviamo sempre un po frastornate dal traffico e dalla guida allegrotta di Raj. Se Agostino vedesse cosa sto sopportando stenterebbe a riconoscermi.

Agra è una città che mi sembra ancor più disastrata delle altre. Ma qui forse stanno veramente costruendo qualcosa dato che tutto sembra un cantiere ed è la città con il monumento più visitato al mondo. Il nostro albergo, come molti altri, è una costruzione sul moderno ma già un po trascurato. Devono essere tutte strutture costruite negli ultimi anni per la grande affluenza ma con uno standard sul bassino. Tutti hanno il ristorante sul tetto e si contendono la vista sul Taj Mahal, che di suo se ne sta bello nascosto dalla nebbia, che io continuo a pensare sia uno smog da inquinamento pazzesco. Qui quelli che girano con il fazzoletto legato sulla bocca non sono solo quelli che non vogliono mangiare i moscerini.

19 novembre – Agra

 Sveglia all’alba perché cosi consigliano le guide, peccato che tutti le leggano queste guide e così siamo in coda alle 6:30 in foltissima compagnia. Mio consiglio personale: svegliatevi tranquilli e andate alle 9. Quando siamo uscite, appunto verso quell’ora, in fila non c’era più nessuno e tanto all’interno di gente ce n’è sempre. Anche per quanto riguarda le luci non ho notato particolari vantaggi data la foschia permanente.

Fortuna delle fortune oggi non è venerdi, perché il venerdì è chiuso e noi non ci eravamo documentate prima ( turista fai da te), ma la fortuna non finisce qui perché questa è la settimana del world heritage e l’ingresso è gratis! Risparmiamo non solo soldi ma anche file per la biglietteria. Perché tanto la fila la si fa comunque, diverse per uomini e donne,  per il controllo sia della persona che delle borse. E naturalmente la fila delle donne è molto più lenta.

Per quanto riguarda il monumento diciamo che non voglio deludere nessuno ma lo spuntero’ con un “anche questo l’ho visto”. È più spettacolare tutto quello che gli gira intorno, a partire dalla folla.

Torniamo in albergo con lo stesso risciò a pedali che ci aveva accompagnato, e che è rimasto ad aspettarci, e ci fiondiamo sulla meritata colazione.

Con la nostra auto proseguiamo la visita di Agra che prevede l’Agra Fort e altri luoghi. … ma, dopo l’Agra Fort, passiamo casualmente lungo il percorso dell’Agra Golf e basta uno sguardo per condividere lo stesso pensiero, tutto quel parco deserto ci sembra un’oasi in mezzo alla confusione. Con grande scandalo da parte di Raj gli chiediamo di interrompere il programma e portarci in albergo dove ci vestiamo alla belle e meglio per una partitina.  Il tutto è molto ma molto spartano, giocheremo con una sola sacca in due e senza guanto perché quelli che ci propongono come nuovi devono essere degli scarti di lavorazione e non sono neanche della nostra misura. Inutile dire che la club House non esiste. La reception è una stanza vuota e fuori ci sono due sedie di plastica, una gabbia di conigli e un po di oche starnazzanti.

Ma noi ci siamo comunque divertite anche se il risultato non è stato dei migliori. Naturalmente avevamo un caddy che ha approfittato per informarci che ha in programma di sposarsi il prossimo anno e che se fossimo rimaste soddisfatte del suo servizio avrebbe gradito una offerta per il suo matrimonio.

E così anche l’esperienza golf in Agra si aggiunge al nostro carnet. Credo che entreremo nella storia del club perché non so quante turiste (femmine) sono passate da Agra per giocare a golf.

Finiamo comunque la giornata con la visita al Baby Taj, un Taj Mahal in piccolo con decorazioni policrome ben conservate. È la tomba di una famiglia intera. Altro che Monumentale.

In serata ci arriva la bella notizia che il trekking nel Peryard è stato annullato per una nuova regola introdotta recentemente che obbliga ad una sosta tra un trekking e l’altro.  La cosa non ci è molto chiara ma dopo aver cercato una soluzione alternativa decidiamo che l’alternativa ce la devono trovare loro, anche perché non ci possono avvisare 3 giorni prima! Sicché Daniela ha uno scambio di mail e di telefonate (grazie al cellulare che ci hanno fornito quelli del noleggio auto) e alla fine la soluzione si trova. 

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One Response to Agra

  1. Mia

    come sono cambiate le cose in 15 anni: noi di mattino a Fatehpur Sikri abbiamo vissuto un’esperienza d’incanto : soli, la luce del mattino che illuminava di rosa quegli splendidi edifici. Magnifico. Conservo bellissime foto della Città della Vittoria : vuota !!!!!!!

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