Shalimar Spice Garden a Kumily

26 novembre – Shalimar Spice Garden

È iniziato il periodo di relax. Unico neo il tempo, è tutto grigio e fa freddino.  Il bello è che non si capisce se è nella norma o no. A seconda delle persone con cui parli ti senti dire che è eccezionale o normale. Mah!

Qui comunque si sta molto bene. Siamo in mezzo alla giungla ed è tutto estremamente rilassante,  verde a perdita d’occhio.

Oggi siamo andate a fare lo Spice tour. Molto interessante, non so cosa ricorderò di tutto quello che ho sentito ma ho scoperto un sacco di cose, tipo che la pianta del pepe è un rampicante ed è una sola: il pepe nero, bianco,  rosa o verde dipendono solo dalla diversa essicatura e lavorazione. Magari era da sapere e confesso la mia ignoranza. Ho visto le radici di zenzero e di curcuma, il cardamomo, il cacao, il tè e il caffè e tanto altro ancora. Vorrei poter comprare quantità di sacchettini ma ormai sono al limite. Per venerdì abbiamo organizzato la gita alla piantagione di tè e anche li bisognerà provare qualcosa.

Per il resto l’imperativo è rilassarsi: non mi ricordo neanche più di essere in India.

 

27 novembre – Shalimar

 Oggi non usciamo neanche, massaggi, lettura e piscina.

Ormai abbiamo preso un andazzo per cui a mezzogiorno non si mangia, poi però alle 7 di sera ci avventiamo sul cibo, che continua a non essere niente di che e così riusciamo a fare ancora più dieta. A parte qualche aperitivo e qualche birretta NON ho bevuto mai il vino. Una santa.

Per la scelta dei piatti adesso abbiamo un aiuto in più: c’è un problema di aviaria proprio da queste parti, ne continuano a parlare i giornali locali, e così la selezione diventa ancora più  ristretta, niente pollo. Andiamo sul vegetariano stretto perché il manzo, che qui è nel menù,  è immangiabile, o non lo sanno frollare o non lo sanno cucinare. Ci abbiamo provato una volta ad ordinarlo, sperando in un bel filetto, ed è arrivato una specie di spezzatino al sugo impossibile da masticare. Il solo assaggio ha richiesto un grande lavoro con il filo interdentale.

Sul pesce, che si trova raramente, posso solo annotare tra le mie memorie di aver mangiato il pesce del Gange!!! Ebbene sì,  proprio a Varanasi, avendo scelto un menù fisso, mi sono vista arrivare anche uno spiedino di pesce, onestamente buono perché è stato uno dei nostri pasti migliori, ma non avrei dovuto indagare sul tipo e la provenienza.  Inutile dire che dopo aver saputo che era pesce del Gange ho abbandonato l’ultimo boccone.

Tornando ad oggi, per il massaggio del pomeriggio è stato usato così tanto olio che mi sento pronta per la frittura anche dopo una robusta doccia.

 

28 novembre – Shalimar

Da ieri sera piove insistentemente ma questo non ci frena e proseguiamo nel nostro programma: visita alla piantagione di tè.

Fortunatamente in mattinata smette e, anche se rimane tutto grigino e nebbiosetto, il fascino di tutto questo verde viene aumentato dalla lucentezza delle foglie bagnate.

Al rientro ci facciamo anche una bella passeggiata di un paio d’ore nei dintorni dell’hotel. La pace è con noi.

 

29 novembre –  sempre Shalimar

Continua il relax. Un massaggino anche oggi e una camminata di un paio d’ore.  Essendo sabato le scuole sono chiuse e così incontriamo un sacco di bambini che ci salutano con grandi sorrisi, siamo sicuramente una rarità perchè i turisti che vengono qui si muovono solo in auto e non si avventurano a piedi su sentieri e villaggetti.

Gli indiani sono proprio dolcissimi, anche gli adulti, tranne qualche rara eccezione. Basta incontrare il loro sguardo e si aprono in un sorriso disarmante.

Durante la passeggiata di questa mattina ci siamo anche avvicinate ad un comizio politico seguendo una voce che si diffondeva per tutto il villaggio attraverso un altoparlante. Purtroppo era in un tempio e non abbiamo potuto vedere il pubblico, non abbiamo osato avvicinarci di più.  Qui stanno già iniziando una campagna elettorale per delle elezioni che si terranno nell’agosto prossimo e tutti i villaggi sono disseminati di bandiere rosse con falce e martello. Sembrano molti forti o quantomeno molto determinati.

Abbiamo anche scoperto che i nostri compagni di volo, quelli mezzi nudi, fanno parte di un numero foltissimo di pellegrini che si sta dirigendo, qualcuno addirittura a piedi da Hiderabad o da altre città altrettanto lontane,  verso Sabarimala dove c’è un tempio hindu che ogni anno richiama queste folle in occasione di una speciale apertura che è iniziata in questi giorni e dura fino ai primi di gennaio. Il paese dove siamo noi, Kumily,  è sul percorso e pare che i commecianti della zona si stiano preparando a grandi vendite di banana chips. Notizia letta sulla pagina regionale dell’Indian Express.

Oggi dobbiamo anche pensare alla confezione del bagaglio per il viaggio di ritorno perchè domani mattina partiremo presto per la barca che ci porterà lungo le backwaters, a Kumarakom, da dove lunedì ripartiremo per l’Italia.  Arrivo previsto per martedì 2 dicembre. Ci aspettano giornate intense.

Questa volta per il viaggio da qui verso la costa ci siamo prenotate l’auto dello Shalimar,  una roba di lusso che con una buona trattativa, fatta da Daniela che si è scoperta la nuova qualità di saper mercanteggiare, ci viene a costare come la scassona dell’andata.

 

 

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